Sono dunque sogno si apre alla cittadinanza.
Il 12 ottobre, in occasione delle iniziative dedicate alla Giornata Mondiale della Salute Mentale, sono tornata a Terni per raccontare la nuova edizione del mio libro Di questi tempi e condividere una nuova tappa di Sono dunque sogno, un progetto che da mesi coinvolge studenti, studentesse e persone che frequentano il centro diurno “Marco Polo”.
È stata una mattinata ricca di incontri, parole, desideri e creatività ed è stato meraviglioso vedere come il mio viaggio senza soldi del 2019 sia stato in grado, in questi anni, di trasformarsi così tante volte fino a coinvolgere una intera città.
Ma andiamo per gradi.


Di questi tempi: la nuova edizione del libro torna dove tutto è cominciato
Il mio rapporto con Terni, negli ultimi mesi, è stato particolarmente intenso.
Tutto è cominciato dalla lettura da parte del Centro Diurno “Marco Polo” della prima edizione di “Di questi tempi. Da Bologna a Lampedusa senza soldi, alla ricerca di storie di cambiamento“, il libro in cui racconto il viaggio che ho intrapreso nel 2019, attraversando l’Italia in autostop e senza denaro, alla ricerca di persone, comunità e progetti capaci di immaginare e realizzare il cambiamento.
Da quella lettura è nato il desiderio di realizzare, a Terni, il laboratorio “Sono dunque sogno“.
La particolarità umbra è che ha messo in relazione due mondi che non sempre hanno occasione di incontrarsi: quello delle ragazze e dei ragazzi di una scuola superiore e quello delle persone adulte che frequentano un centro diurno afferente ai servizi di salute mentale. Infatti, il progetto è stato realizzato in collaborazione con I.I.I.S.P.T.C. “A. Casagrande – F. Cesi” (indirizzo SSAS) e il suddetto centro diurno “Marco Polo” gestito dalla coop. Helios.
Alla fine del percorso, nella primavera 2026, è nato il desiderio di condividere con la cittadinanza quando avvenuto negli incontri e così il 15 aprile abbiamo organizzato una prima giornata presso la Biblioteca Comunale.
Ma al momento dei saluti sapevamo già che ci saremmo riviste…
Quando abbiamo saputo che Terni avrebbe ospitato un ricco programma di iniziative in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, ci è sembrato naturale immaginare un nuovo appuntamento.
Anche perché, nel frattempo, una novità importante si stava facendo strada: la seconda edizione di Di questi tempi, pubblicata da Lorusso Editore nell’autunno 2026.
Quale occasione migliore per tornare nella città in cui le pagine di questo libro avevano già generato così tante esperienze?
Sono dunque sogno: un laboratorio creativo tra scuola e salute mentale
Sono dunque sogno è un progetto laboratoriale che prende avvio dalla lettura di Di questi tempi e ne attraversa alcune delle tematiche principali: il viaggio, le frontiere, la legalità, il rapporto con la terra, l’abitare e, naturalmente, il sogno personale e collettivo.
Tra gennaio e febbraio 2026 abbiamo lavorato insieme attraverso incontri creativi ed esperienziali, utilizzando la scrittura, l’arte e altre pratiche espressive per esplorare questi temi.
La particolarità del progetto è stata proprio la composizione del gruppo: studenti e studentesse delle scuole superiori insieme a persone adulte seguite dai servizi di salute mentale.
Persone con età, storie, esperienze e condizioni di vita differenti, riunite attorno a domande comuni.
Che cosa desideriamo? Che cosa significa sentirsi libere/i? Quali cambiamenti vorremmo realizzare? Quale posto occupano i sogni nelle nostre vite?
Il sogno è diventato un terreno di incontro, uno spazio in cui conoscersi al di là dei ruoli, delle etichette e delle differenze.
Ad aprile abbiamo organizzato un primo evento pubblico di restituzione alla cittadinanza presso la Biblioteca Comunale della città. Ma il progetto non si è fermato lì, anzi…



Nove cassetti dei sogni e centinaia di desideri raccolti a Terni
Nei mesi successivi, la scuola e il centro diurno hanno continuato a lavorare insieme, portando il progetto fuori dagli spazi dei laboratori e dentro la città.
In nove luoghi significativi di Terni sono stati collocati altrettanti cassetti dei sogni, invitando la cittadinanza a lasciare, scrivendo su una cartolina, un proprio desiderio, una speranza, un’immagine di futuro.
La risposta è stata straordinaria.
Sono state raccolte circa 500 cartoline, contenenti sogni e desideri di persone che abitano o attraversano la città.
Un patrimonio di parole che non è rimasto chiuso nei cassetti.
Le persone coinvolte nel progetto hanno raccolto, letto, trascritto e rielaborato i contributi. Insieme al professor Zenone, gli studenti e le studentesse stanno portando avanti un lavoro di riscrittura con l’obiettivo di realizzare un libro digitale, un e-book che custodisca i sogni della cittadinanza ternana.
Mi sembra un passaggio particolarmente significativo: un gruppo nato dall’incontro tra scuola e servizi di salute mentale diventa custode e narratore dei desideri di una comunità intera.
Non soltanto destinatario di un’attività, quindi, ma protagonista di un processo culturale e collettivo.



Il 12 ottobre: una biblioteca piena di sogni
Il 12 ottobre ci siamo ritrovati presso la Biblioteca Comunale di Terni, all’interno del ricchissimo programma di iniziative dedicate alla salute mentale organizzate in quei giorni sul territorio.
La mattinata si è aperta con la presentazione del percorso e con gli interventi delle persone e delle realtà che lo hanno reso possibile: la presidente della cooperativa, operatori e operatrici, insegnanti, studenti, studentesse e partecipanti del centro diurno.
Davanti a una platea numerosissima abbiamo ripercorso le tappe di Sono dunque sogno: i laboratori di gennaio e febbraio, il primo incontro pubblico di aprile, la raccolta delle cartoline e il lavoro ancora in corso per trasformarle in un libro.
Ma la biblioteca, quella mattina, raccontava il progetto anche senza bisogno di parole.
Nel grande salone, decine di palloncini gonfiati a elio fluttuavano verso il soffitto, portando con sé alcune delle cartoline raccolte nei cassetti dei sogni.
Desideri sospesi nell’aria, sopra le nostre teste.
Un’immagine bellissima, capace di rendere visibile qualcosa che spesso rimane nascosto: la ricchezza dei sogni delle persone che abitano una città.



Presentare un libro attraverso la scrittura creativa e l’arteterapia
Dopo la restituzione del progetto, è arrivato il momento di presentare la nuova edizione di Di questi tempi.
Anche se le copie della seconda edizione non erano ancora fisicamente disponibili quella mattina, ho voluto sperimentare per la prima volta una modalità di presentazione a cui tenevo particolarmente: una presentazione creativa ed esperienziale del libro.
Non soltanto un’autrice che racconta il proprio viaggio e risponde alle domande del pubblico, ma un incontro in cui le persone possono diventare parte attiva della narrazione.
Ho proposto alcuni semplici esercizi di scrittura creativa e pratiche espressive ispirate all’arteterapia, invitando chi era presente a entrare nelle domande che attraversano il libro e a metterle in relazione con la propria esperienza.
Perché Di questi tempi racconta un viaggio, certo. Ma soprattutto racconta la possibilità di immaginare un cambiamento e provare a realizzarlo.
E questa possibilità non riguarda soltanto chi ha scritto il libro.
Riguarda ciascuna e ciascuno di noi.
Lasciarsi raggiungere dai sogni delle altre persone
Una delle pratiche che ho proposto è stata particolarmente semplice.
Ho invitato le persone ad alzarsi, attraversare lo spazio della biblioteca e leggere le cartoline sospese ai palloncini.
Non per giudicare o interpretare i desideri altrui, ma per lasciarsi raggiungere da quelle parole. Per provare a sentirle.
Per accogliere la possibilità che il sogno di una persona sconosciuta potesse risuonare dentro di noi, commuoverci, sorprenderci o ispirarci.
Mi interessava coltivare una convinzione che accompagna da tempo il mio lavoro: sognare non cambia soltanto la vita delle singole persone. Può cambiare anche la qualità delle relazioni, delle comunità e della società che abitiamo.
Dentro lo spazio del desiderio possiamo incontrarci e riconoscerci come esseri umani simili, anche quando le nostre storie sono molto diverse.
E forse è proprio questa una delle possibilità più preziose del lavoro creativo condiviso: costruire luoghi in cui le differenze non scompaiono, ma smettono di impedirci di incontrarci.



Il sogno come risorsa per la salute mentale e per la comunità
Questa esperienza mi ha confermato quanto sia importante creare occasioni in cui le persone possano esprimersi, immaginare, partecipare e sentirsi parte di qualcosa.
Parlare di salute mentale significa anche interrogarsi sugli spazi di relazione, sulle opportunità di partecipazione e sulla possibilità di avere un ruolo attivo nella comunità.
In questo senso, Sono dunque sogno ha provato a costruire un ponte.
Tra generazioni differenti. Tra scuola e servizi territoriali. Tra esperienze individuali e spazio pubblico. Tra il desiderio personale e la possibilità di trasformarlo in una conversazione collettiva.
Le circa 500 cartoline raccolte a Terni raccontano qualcosa di importante: le persone hanno ancora moltissimo da desiderare, immaginare e raccontare. E hanno bisogno di luoghi in cui poterlo fare.
Per me, questo è anche il significato più profondo del sogno come agire politico.
Non soltanto immaginare una vita diversa, ma creare le condizioni perché i nostri desideri possano incontrarsi, trovare ascolto e contribuire a trasformare il mondo che condividiamo.

Una nuova edizione, nuove presentazioni, nuovi incontri
La mattinata del 12 ottobre è stata un’occasione preziosa per inaugurare questa nuova modalità di presentazione di Di questi tempi.
Con la seconda edizione, pubblicata da Lorusso Editore, desidero infatti che il libro continui a viaggiare, ma anche che diventi sempre più uno strumento per generare incontri, laboratori creativi e occasioni di riflessione collettiva.
Le presentazioni possono trasformarsi in esperienze partecipative, capaci di coinvolgere biblioteche, scuole, associazioni, realtà culturali e comunità locali.
L’esperienza di Terni dimostra quanto possa nascere da un libro quando le sue domande vengono raccolte, condivise e portate avanti da altre persone.
Rassegna stampa e intervista
La giornata è stata raccontata anche dai media del territorio.
Video-intervista radiofonica:
–RADIO K61
Articoli e approfondimenti sulla giornata:
–EXPO SALUTE MENTALE
–COMUNE DI TERNI
E adesso? Il sogno continua
Sono tornata da Terni con una grande soddisfazione e, soprattutto, con la sensazione che questa storia non sia affatto conclusa.
Ci sono già nuove idee in cantiere per dare continuità a Sono dunque sogno, valorizzare il lavoro svolto e continuare a coinvolgere la cittadinanza.
Mi auguro di poter raccontare presto una quarta tappa di questa esperienza.
Nel frattempo, rimane l’immagine di quella biblioteca piena di persone e di palloncini, con centinaia di desideri che, dopo essere stati affidati a piccoli cassetti sparsi per la città, avevano finalmente trovato il modo di prendere il volo.
E rimane una domanda, che continua ad accompagnare il mio lavoro e il viaggio di Di questi tempi:
Che cosa può succedere quando cominciamo a prendere sul serio i nostri sogni?
Vuoi organizzare una presentazione creativa di Di questi tempi o portare un laboratorio di Sono dunque sogno nella tua scuola, biblioteca, associazione o comunità? Scopri le proposte legate al libro e contattami per immaginare insieme un’esperienza.


