Donne che hanno scelto di vivere in montagna

Scritto da Barbara Cassioli
il 29 Luglio 2026

Perché sto partendo con un vecchio Mercedes del 1986 per raccogliere le storie delle donne che hanno scelto di vivere in montagna?

Ci sono viaggi che si fanno per vedere luoghi nuovi.

E poi ce ne sono altri che iniziano con una domanda.

A dicembre del 2019 ero sdraiata sul lettino della piccola casa nell’agrumeto in cui vivevo, nella Locride calabrese. Avevo appena finito di vedere il montaggio completo di C’è un’Italia bellissima, il docu-film realizzato insieme a Costanza Castiglioni durante il mio viaggio senza soldi da Bologna a Lampedusa.

Fu allora che il cuore mi si fermò per un attimo.

Mi accorsi che quasi tutte le persone intervistate erano uomini.

Eppure la maggior parte delle persone che lavorano nel sociale, nell’educazione e nella cura, in Italia, sono donne.

Anche quando un progetto era portato avanti da una coppia.

Anche quando c’era un gruppo di lavoro.

Alla fine, davanti alla telecamera, prendeva parola un uomo.

In quel momento desiderai ricominciare tutto da capo.

Non fu possibile.

Ma da quel giorno nacque un desiderio: Dare voce alle donne.

Anche a quelle che davanti a una telecamera si sentono terribilmente a disagio.

Forse soprattutto a loro.

Quando ho scelto di vivere in montagna

Poi arrivò il Covid.

E arrivarono altri anni di ricerca, viaggi e nomadismo.

Fino al giorno in cui anch’io scelsi di vivere in montagna.

Oggi abito in una piccola borgata tra Emilia e Toscana, sull’Appennino.

Da allora le domande sono sempre le stesse.

“Ma da sola?”

“E la spesa?”

“E quando nevica?”

“E il lavoro?”

“Come fai?”

Eppure intorno a me continuavo a incontrare tante donne.

Donne sole.
Donne in coppia.
Donne con figli e figlie.
Donne con amiche.
Donne arrivate dalla città o dall’estero.

Donne che avevano deciso, a un certo punto della loro vita, di costruire la propria casa tra montagne, boschi e piccoli paesi.

Per anni io ho creduto che vivere in montagna fosse impossibile.

Oggi mi chiedo se le storie che avrei avuto bisogno di ascoltare allora possano essere utili a qualcun’altra.

Perché raccontare le terre alte

Negli ultimi anni si parla molto di aree interne, terre alte, spopolamento e nuovi insediamenti.

Credo sia importante farlo, ma mi interessa farlo con uno sguardo diverso.

Non per inseguire una moda. Non per raccontare una montagna romantica.

Mi interessa raccontarla come luogo vivo, imperfetto, possibile.

Un luogo che non esiste soltanto in relazione alla città, ma che può essere protagonista del proprio futuro.

Accanto al desiderio di dare voce alle donne, è nata così anche la voglia di dare voce alla montagna stessa.






Un viaggio tra le donne che hanno scelto la montagna

Così, in uno dei periodi personalmente più difficili della mia vita, ha preso spazio questo progetto.

Un viaggio attraverso l’Appennino e le Alpi italiane per incontrare donne che hanno scelto la montagna.

Non donne che ci sono nate. Non donne che ci sono tornate.

Ma donne che, a un certo punto della loro vita, hanno deciso di mettere radici lì partendo da zero, o quasi.

Non sto cercando storie eroiche. E non voglio raccontare la montagna come un luogo perfetto.

Mi interessano le storie vere. Le storie di donne che hanno scelto di vivere in montagna.

Quelle fatte di entusiasmo e fatica. Di inverni che sembrano non finire mai. Di vicini che diventano famiglia. Di convivenze complicate. Di ecografie a ottanta chilometri da casa. Di spazi vuoti che diventano possibilità.

Di scelte che, viste da fuori, possono sembrare incomprensibili.

Oppure profondamente desiderabili.

In ogni caso, possibili.


Romeo, un quaderno e un registratore

Tra pochi giorni partirò con Romeo, il mio Mercedes del 1986 e porterò con me un quaderno bordeaux e un piccolo registratore.

Come durante il viaggio del 2019, organizzerò solo le prime tappe, poi lascerò che il viaggio trovi la sua strada.

Sono convinta che ogni incontro ne farà nascere un altro.

Una rifugista mi presenterà una pastora. Una contadina un’artigiana. Un’ostessa una medica. Una pensionata una giovane arrivata da Milano. Donne. Donne che hanno scelto di vivere in montagna.

Vorrei che questo progetto crescesse così.

Una conversazione alla volta.

Un podcast, un archivio e, inchallah, un libro

Non è una ricerca accademica.

Non è un’inchiesta giornalistica.

È una ricerca narrativa.

Vorrei costruire un archivio di voci che, con il tempo, diventi un podcast, una raccolta di racconti e, inchallah, un libro.

Prima ancora, però, vorrei costruire una mappa.

Non una mappa di sentieri: una mappa di donne.

Di vite.
Di scelte.
Di montagne abitate.


Lago Scaffaiolo – Corno alle Scale


Vuoi partecipare?

Se hai scelto di vivere in montagna e ti riconosci in queste parole, mi piacerebbe conoscerti.

Oppure, se conosci una donna che pensi dovrei incontrare, scrivimi.

📩 Email: info@barbaracassioli.it

📷 Instagram: @barbara.cassioli

Questo progetto crescerà grazie agli incontri e al passaparola.

E, se sei arrivata fino a qui, forse il viaggio è già iniziato.

Allora, grazie!


Barbara Cassioli
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